RECENSIONI E CURIOSITA'

MAGIA: LA RIVISTA ITALIANA di CULTURA MAGICA
A CORREDARE UN INTERVISTA DI 21 PAGINE E' STATA DEDICATA A SILVAN LA COPERTINA DI "MAGIA" EDITA DAL CICAP.

DA L'UNITA' DEL 29.10.2004
IL CROLLO DEI CONSUMI.....
PREZZI AL 2% IN OTTOBRE. MA PER I CONSUMATORI IL DATO E' "UNA MAGIA DI SILVAN"

DA IL MATTINO DI NAPOLI DEL 30.10.2004
"SILENZIO, ARRIVA SILVAN"
NELL'ARTICOLO CON FOTO SI PARLA DEGLI SPETTACOLI DI SILVAN E DEL SITO WEB UFFICIALE.

I FATTI NOSTRI (NOVEMBRE 2004)
IL QUOTIDIANO NAZIONALE HA DEDICATO A SILVAN UN' INTERA PAGINA CON FOTO E INTERVISTA.

L'importante rivista "BALNEARIA"   a tiratura nazionale ha dedicato a Silvan la copertina di aprile, con un servizio a colori di 6 pagine.

SIM SALA SILVAN  di Nanni Delbecchi (da «Ventiquattro» del 7 ottobre 2000)
IL MAGO SILVAN SI RACCONTA di Mario Mannucci (da «50&PIU'» )
INTER(NET)VIEW

RECENSIONE "Soirée Fantastique" di Massimo Polidoro (CICAP) Lettera aperta a Silvan di Marco Casellato

Rassegna stampa sul libro "Trattato di Magia", (2001 Salani Edit.)

Una dolce, magica Pasqua 2003  con SILVAN

MAGGIO 2004 : Congresso Internazionale della Magia Austriaco, Silvan ha partecipato in qualità di GUEST OF HONOR ed è stato accolto nel corso della serata di gala da una standin novation da parte degli oltre 1500 colleghi presenti da tutto il mondo.
Sempre nel corso dello stesso mese Silvan ha ricevuto da parte del Rotary Club di Venezia Mestre, la prestigiosa onoreficenza del PAUL HARRIS FELLOW.


Dodicesima edizione del Gran Galà Internazionale del Music Hall: lo spettacolo di Silvan è stato proprio bellissimo, veramente un grande spettacolo, condito da mille sorprese che il grande illusionista ha condotto con la sua consueta maestria, diretto dal figlio e coadiuvato da dodici elementi. Lo spettacolo è lo stesso che Silvan sta proponendo in giro per l'Italia. Che anche Milazzo sia stata tappa di un artista simile, dovrebbe inorgoglirci (da "La Città", quotidiano di Milazzo)

 
Silvan, il grande illusionista con la sua compagnia composta da 13 persone, gremisce le piazze ed i teatri. File interminabili per conquistare un biglietto dei suoi due ultimi spettacoli del Tour estivo al Centro Congressi delle Venezie, Hotel Alexander di Abano Terme, e al Palatenda di Giussano: tutto esaurito!

DA "IL GAZZETTINO" del 17/9/2003

LA CRITICA

STAMPA E ILLUSTRI COLLEGHI HANNO SCRITTO...

Dal sito: MAGIA E ILLUSIONISMO di RICHARD SuperEva.it
URL: http://guide.supereva.it/magia_e_illusionismo/interventi/2003/10/143338.shtml

L’IMPOSSIBILE SILVAN IN TOUR

Recensione di Marc M. Casellato

“E’ difficile riuscire a sintetizzare in poche righe l’ondata di emozioni che ha travolto il pubblico che, domenica 21 settembre, ha occupato tutte le poltrone (biglietti 30 € e 25 €), del teatro del Centro Congressi delle Venezie di Abano Terme per lo spettacolo del grandissimo Silvan. Un evento al quale la stampa ha dato ampio risalto. “La Grande Magia: 100 minuti di impossibile” dà il titolo alla rivista magica composta da tredici affiatatissimi elementi che Silvan sta portando in tour con uno strepitoso successo riscuotendo unanime consenso.
Due ore di spettacolo che toccano tutte le branche dell’illusionismo: dal mentalismo alle grandi illusioni, dalla manipolazione alla magia generale per arrivare poi a piccoli ma sorprendenti prodigi capaci, come sempre, di lasciare a bocca aperta il pubblico, come quando Silvan, in una personale e originale versione dell’effetto reso famoso da Fred Kaps, trasforma ,questa volta con un solo gesto, dei foglietti bianchi in banconote da 500 euro.
Un copione perfetto all’interno del quale tutti gli effetti sono cuciti con un sottile filo invisibile che non lascia spazio a tempi morti, sollecitando e stimolando continuamente l’attenzione con musiche accattivanti, luci suggestive, fumi profumati e con la sua voce calda e ipnotizzante che ha frenato più volte gli scroscianti applausi di una platea di oltre mille persone, numero che non ha pre-cedenti in quel teatro dove annualmente si svolge il galà del congresso del Club Magico Italiano.
Per quanto si provi ad accostare Silvan a qualche altro grande illusionista del passato ci si rende conto di quanto sia unica e complessa la figura di un artista che possiede il magnetismo di Houdini, la signorilità di Thurston, la perfezione di Cardini, la personalità di Richiardi e il genio di Robert Houdin: Silvan è tutto questo e molto di più.
E’ l’unico grande maestro dell’arte dell’illusione che è riuscito a riportare, dopo mezzo secolo di tentativi da parte di altri colleghi, uno spettacolo magico completo, che non ha proprio nulla da invidiare agli spettacoli di Las Vegas. Una compagnia magica sapientemente diretta dal figlio Stefano Savoldello.
E chi altro se non lui avrebbe potuto farlo, perché ha il grandissimo pregio di porsi agli occhi del pubblico con l’intelligenza e l’umiltà di chi ce la mette tutta per meritare l’applauso che è arrivato puntualmente fragorosissimo alla fine dello spettacolo. Bravissimo.
Fanno da cornice, oltre ai quattro assistenti, cinque splendide ballerine che al semplice gesto di Silvan si trasformano in lupi minacciosi o levitano a mezz’aria per poi sparire improvvisamente, sempre precise e professionali nelle loro esecuzioni con una regia che ha fatto una scelta accurata delle musiche, passando da Danny Elfman a Paolo Buonvino, dai temi classici a quelli techno con luci ed effetti speciali mai esagerati che hanno illuminato e dato risalto a una scenografia semplice ma di grande effetto.
Le sagome bianche delle mani nella classica posa che Silvan ci ha abituati a vedere fin dai suoi primi manifesti sembra cercare di catturare le centinaia di punti luminosi che illuminano il fondale nero.
Al di sopra di tutto Silvan, il re dei maghi, un talento multiforme che riesce a muoversi adattando le sue manipolazioni con perfetto sincronismo, un artista che riesce a meravigliare tutti solamente con le parole: “…Viviamo nell’era dell’internet e di meravigliosi prodigi tecnologici; assistiamo ogni giorno a dei veri e propri miracoli della scienza: la tv, il videoregistratore, i telefonini, i computers…ma il gusto dell’uomo per tutto ciò che rappresenta l’irrazionale e per la magia, intesa come prestidigitazione, è rimasto immutato nel tempo…”.
Oltre trentanni di carriera hanno insegnato a questo grande artista che l’unico modo per raggiungere gli spettatori è quello di toccare loro il cuore, i sentimenti e le loro emozioni sfiorandoli con la punta delle dita.
Riesce a farlo egregiamente quando nel catturare in aria una carta con la sua spada simula una caduta, in una sorta di captatio benevolentiae svelata nei suoi aspetti psicologici nel suo ultimo libro “Trattato di Magia” edito da Salani oppure ancora quando, regalando a una bambina la corda utilizzata per la sua routine, la invita a metterla in un bicchiere prima di addormentarsi: “Domani mattina, quando ti sveglierai, al posto della cordicella nel bicchiere troverai cinque euro. Dì alla mamma che te lo ha detto Silvan…”.
Un crescendo di emozioni nell’assistere al racconto di quel suo primo amore a Venezia che riempie il teatro di vera neve o nel vedere Silvan che, alla pari di Riccardo Muti, sembra dirigere con gesti precisi un’immaginaria orchestra mentre una fanciulla scompare trafitta da acuminati neon in una cassa trasparente.
E’ semplicemente poesia.
Per non parlare poi della tensione provata nella seduta medianica con le lavagne di Houdini fino alla rappresentazione coreografica più suggestiva: la “Mummia”, un’altra delle sue straordinarie creazioni dove gigantesche lingue di fuoco illuminano il sarcofago della regina Nefertari, un climax finale che ci riporta in Egitto, alle origini della nostra arte, là dove alla corte del faraone si eseguivano i primi effetti magici.
Non ho potuto esimermi dal tributare una standing ovation al termine della sua manipolazione di carte che conclude lo spettacolo. Perché un applauso, per un artista unico come Silvan, forse il più completo del mondo, che è riuscito a racchiudere in cento minuti duemila anni della storia della nostra arte, non sarà mai abbastanza.
Con questa motivazione ho voluto consegnare a Silvan al termine della serata, alla presenza della mia assistente Cinzia Zoppoli, dei miei collaboratori Gianpietro Zanatta e Rossella Bellato (parte dello staff del mio spettacolo The Illusion Man) e del pubblico ancora presente, un riconoscimento a dimostrazione della stima nutrita per l’unico grande maestro dell’arte dell’illusione che il nostro Paese abbia mai avuto.
E così, dopo che le luci si erano spente a sipario ormai calato, avviandomi verso l’uscita del teatro ho dato un ultimo sguardo a quel gigantesco assegno sospeso in aria sopra al botteghino e che prometteva una cospicua somma a chiunque fosse riuscito coscientemente a dimostrare l’uso di compari da parte di Silvan e ho pensato immediatamente all’impossibile poi ho guardato negli occhi il pubblico che usciva lentamente con in mano le cartoline autografate ed ho letto in quegli sguardi lo stesso mio desiderio: quello di chiedere a Silvan un’ultima delle sue incredibile magie per farci ritornare indietro nel tempo di qualche ora per assistere nuovamente a quell’imperdibile eccezionale spettacolo.”

 

SILVAN di RICCARDO ROMAGNOLI


Il carisma del grande prestigiatore italiano, stimato per il suo talento in tutto il mondo, è il segreto del suo successo e per questo ineguagliabile. Dai suoi esordi alla popolarità televisiva, alle tournèe in Italia e all'estero, SILVAN ancora oggi è sinonimo di Magia.


La sera dello spettacolo teatrale di SILVAN al teatro del Centro Congressi della Venezie di Abano Terme, il botteghino ha staccato 1040 biglietti venduti a spettatori paganti, segno - come dice il popolare prestigiatore - che la magia, intesa come arte magica non tramonta mai. Soprattutto - aggiungo io - quando a proporla a teatro è un grande professionista, l'icona della magia italiana che tutti, bambini di queste generazioni comprese, chiamano SILVAN.
Conosciamo tutti, a grandi linee, la carriera professionale del prestigiatore veneziano divenuto popolare, sin da giovanissimo, grazie ai primi programmi televisivi della RAI.
SILVAN sin da subito ha spianato la strada a coloro che, televisivamente parlando, sono venuti dopo, facendo sognare generazioni di prestigiatori coltivati grazie ai suoi introvabili manuali di magia o scatole di giochi di prestigio, alcuni dei quali in seguito sono divenuti affermati professionisti e che ho avuto il piacere di incontrare durante la tappa veneta del suo tour.
Gli applausi a scena aperta che il pubblico gli ha tributato sono il frutto di più di trent'anni di grande carriera durante la quale il talento di SILVAN si è affinato, il carisma affermato. La sua personalità magica è cresciuta grazie allo studio dei testi di illusionismo di cui ne possiede una ricca collezione nel suo studio privato, grazie alla sua frequentazione con i più grandi della magia mondiale, grazie al suo lavoro di professionista.
La sua cultura magica è stata uno strumento impareggiabile che dalle pagine dell'allora interessante MAGIA MODERNA edita dal CLUB MAGICO ITALIANO ha contribuito all'innalzamento della cultura magica tra i prestigiatori italiani che a ragione conservano e rileggono con intelligente curiosità i libri che negli anni SILVAN ha pubblicato sia per il pubblico che per i prestigiatori.
Osservarlo sulla scena e ascoltarlo mentre trasporta il pubblico negli spazi della fantasia è una grande scuola che nessun prestigiatore, amatore, dilettante o professionista che sia deve negarsi. Il repertorio di illusioni, manipolazioni e magie è imbastito con sapiente astuzia per permettere al pubblico di lasciarsi andare, felicemente soggiogare da un personaggio che oramai è un mito della scena e dello spettacolo.
Da professionista ciò che mi incuriosisce non è tanto e solo la tecnica di cui si serve un prestigiatore per fare spettacolo, ma la sua abilità nel tenere inchiodato il pubblico sulle poltrone della platea e ancora più difficilmente durante uno show televisivo.
Assistere allo spettacolo di SILVAN è in questo - a mio avviso - quella grande scuola che i cubs magici o più singolarmente i prestigiatori dovrebbero studiare, sviscerare, analizzare prima ancora di pensare di salire su un palco o avvicinarsi ad un tavolo per fare qualche trucchetto. Ma si sa che il ritmo magico italiano è rallentato da chi non ha nè la cultura nè la voglia di tramandare alle generazioni l'humus della nostra arte, appagato dal proprio ego, da quell'egoismo che alla fine porterà ad un inevitabile tonfo e così gli alcuni si torveranno sempre più soli, sempre con meno soci.
La gente, tutti noi, desideriamo essere coinvolti, rapiti per qualche istante per evadere dalla nostra routine, se il mezzo può essere un gioco di prestigio piuttosto che un'opera lirica o un concerto, l'importante è che riesca nello scopo.
Scopo che da più di trent'anni SILVAN raggiunge durante i suoi shows televisivi, le sue tournèe teatrali e i suoi recital. Cosa significa questo?
Semplice, l'importante è accettare il dato di fatto che lui rappresenta in Italia e all'estero la magia, la prestidigitazione.
Le nuove leve della magia in Italia guardano con sincera ammirazione SILVAN differentemente da quanto accadeva diversi anni fa quando, anche in quest'ambiente, l'invidia tra colleghi pur alimentandone la figura - perchè come diceva saggiamente mia nonna tanta invidia, tanto onore - difficilmente ne attestava le capacità, il talento, il successo. Ma i tempi cambiano e con essi anche le teste e i sentimenti.
SILVAN concluderà il suo tour il 5 ottobre 2003 al Palatenda di Giussano (Milano) e sarà a Napoli il 6 ottobre per un recital con Peppino Di Capri.
Sono certo che non mancheranno all'appuntamento i tanti prestigiatori del nord Italia, quelli che amano la magia e che al di là del trucco, dell'illusione e delle novità osserveranno il grande SILVAN muoversi in scena, stupire, ammaliare creando attimi di grande, intensa magia. Spettatori di una lezione sullo spettacolo e su come la vera magia si trasmette, per mezzo dell'esperienza e della tecnica, da artista a pubblico.
L'unico suggerimento: lasciatevi andare a bocca aperta!

 



Silvan, i giochi di prestigio 
fra Mozart e la techno

Silvan, i giochi di prestigio fra Mozart e la techno Belle ragazze si trasformano in lupi minacciosi al ritmo di musica techno, enormi fuochi fatui illuminano il sarcofago della regina Nefertari sede di misteriose sparizioni, poi corpi tagliati e teste che volano, ma senza nessuno spargimento di sangue. E' tutto frutto de "La grande magia", il nuovo show di Silvan. Il veneziano Aldo Savoldello in arte Silvan - deve il suo nome all' attrice Silvana Pampanini che gli fece cambiare il precedente Saghibu' perche' troppo stregonesco - non e' solo il mago italiano per antonomasia, ma uno dei piu' famosi illusionisiti contemporanei. Due mani assicurate per 5 miliardi, la passione per Proust e l' odio per i ciarlatani che vivono dell' ingenuita' altrui. Silvan all' inizio degli anni ' 70 e' stato il primo prestigiatore ad apparire in televisione con una trasmissione intitolata "Sim Sala Bim" (la sua parola magica). Da allora una carriera in ascesa l' ha portato ad aggiudicarsi per la seconda volta il titolo di Magician of the year della Academy of Magical Arts di Hollywood (in pratica l' Oscar mondiale della magia). Nel nuovo spettacolo Silvan insieme alla sua compagnia di dieci elementi (tra i quali il figlio Stefano, regista e aiutante in palcoscenico) racconta le storie dei grandi maghi dell' Ottocento, spezza corde che sempre si ricompongono, ritaglia insomma degli spazi di "magia salottiera" coinvolgendo con eleganza il pubblico. Come sempre si divertono davanti ai trucchi grandi e piccini, ma sul palco niente scherzi e si fanno le cose in grande, gli bastano le parole "Please Houdini, stay with us" per invoncare lo spirito del mitico mago che si materializza scrivendo con il gesso numeri di telefono su piccole lavagnette messe in testa a signore allibite. Eppure l' universo estetico di Silvan il prestigiatore - dal latino praesto (pronto) e digitus (dito) - e' tutto rinchiuso nel movimento delle sue mani che hanno incantato personaggi famosi come Orson Welles, Reagan, Elisabetta d' Inghilterra, De Gaulle, e con le quali ancora si tiene in allenamento per almeno quattro ore al giorno. Manipolando centoquaranta carte sulle note del concerto n. 21 di Mozart sfoggia lo stile, il carisma, l' esperienza di chi sa ancora far sognare con intelligenza, destrezza e un pizzico di magia. Marco Andreetti LA GRANDE MAGIA di Silvan alle ore 21, fino al 20 gennaio, al Teatro Ghione, via delle Fornaci 37, tel. 06.6372294
(di Marco Andretti)

Articolo su “La grande magia”, apparso sul quotidiano "la Repubblica" del 30/12/2001
S’intitola “La grande magia” il nuovo spettacolo di Silvan in scena al teatro Ghione. E non è, come potrebbe sembrare, un titolo meramente descrittivo, ma un accenno al passato teatrale del celebre illusionista, agli anni dell’Accademia d’arte drammatica, alla consulenza per Strehler durante la messinscena dell’omonimo testo di Eduardo. Ma soprattutto è la rivendicazione dell’illusionismo come teatro a tutti gli effetti, dove i trucchi e la loro tradizione svolgono la stessa funzione dei copioni e dove al centro è ancora una volta l’attore, che qui si chiama prestigiatore ma a cui si richiedono le stesse doti di intrattenimento e di seduzione della platea. <<Trovo che il pubblico, quando sceglie di assistere a questo spettacolo – dice Silvan – vuole prima di tutto vedere “il mago”, l’illusionista, quello che lo distoglie dalla realtà e gli dà la possibilità di sorprendersi ancora una volta, riportandolo così alla sensazione da cui è nata la magia stessa>>. Sono parole di chi ha studiato le tradizioni magiche ma ha anche fatto i conti con Bacone; ed è per questo che la sorpresa sta tutta nell’osservare l’umanissima destrezza di chi gioca col pubblico rivelando che “il trucco c’è, ma non si vede”. Info: 06/6372294. Fino al 10 gennaio.

Stefano Adamo

"Da "QUI MAGIA" la rivista italiana indipendente di illusionismo e prestigiazione" - Marzo 2002

AVVENIMENTI 
a cura di E RICCARDI 

Questa rubrica non può che aprirsi con quello che è stato l' evento dell' anno per la magia italiana, ovvero che è tornata in teatro dopo quasi 50 anni di assenza dal grandi palcoscenici romani ( BUSTELLI al TEATRO ADRIANO nel 1954 ) ed oggi è tornata con SILVAN (nella foto), al TEATRO GHIONE, entrambi di Roma, ma abbiamo lasciato la cronaca a VINICIO RAIMONDI. 

UN MITO CHE RIVIVE
V. RAIMONDI 

Nella prima metà del Novecento lo spettacolo magico italiano ebbe il suo momento più glorioso. Negli anni "venti" e "trenta" il grande WETRYK riempiva i teatri e le cronache dei giornali ... Ancora nei primi anni "cinquanta" il Mago BUSTELLI, all'apice della sua carriera, riusciva a tenere il cartellone per mesi in teatri come l'ADRIANO, ed il VALLE di ROMA o l' ALFIERI di TORINO ... lo stesso accadeva per CHABERNOT, ( e per l' ipnotizzatore GABRIELLI al SISTINA di ROMA n.d.r.) Ma, verso la metà di quegli anni, con il ritiro di questi Artisti e con l' avvento della televisione, iniziò il declino del Varietà in genere, ed in particolare il Grande Spettacolo Magico scomparve dalle scene italiane. Coloro che ebbero la ventura di assistere a quelle fantastiche rappresentazioni ne serbano ancora vivo il ricordo, gli altri quelli che non ne furono testimoni diretti, hanno relegato quei personaggi in un mito ritenuto irripetibile, visto anche il mutato gusto del pubblico. Ma oggi, a mezzo secolo di distanza, il mito del grande Mago è tornato a vivere come per incanto quando, nel prestigioso Teatro GHIONE di Roma, è andata in scena "LA GRANDE MAGIA", lo spettacolo prodotto e interpretato da un illusionista che è degno erede dei Grandi Maestri del passato: SILVAN. SILVAN, con un coraggio almeno pari alla sua bravura, ha voluto affrontare il pubblico con un grande e suggestivo spettacolo teatrale. E la sfida lanciata contro la tentazione pantofolaia della TV è stata vinta! Lo strepitoso successo di pubblico, che ha sempre gremito il teatro, e di critica, da quella televisiva (con servizi sul TG1 - TG 2 e TG 3) a quella giornalistica ( che ha dedicato all'avvenimento ampi spazi elogiativi) sono stati tali che la programmazione, inizialmente prevista per un periodo di sedici giorni, è stata prolungata per altri dieci. Una richiesta eloquente da parte di un pubblico che, affascinato dal carisma e dalla statura artistica di questo gigante della scena, ha affollato il teatro, di ben seicento posti, come non accadeva appunto dagli anni "cinquanta" per uno spettacolo di sola magia. Questo dimostra che i gusti del pubblico non sono cambiati poi tanto; semmai è la mancanza di veri Artisti della prestigiazione ad allontanare gli spettatori. E quando un nome come quello di SILVAN appare in cartellone il Teatro si riempie! Ed ecco che il mito di WETRYK, CHABERNOT e BUSTELLI torna a rivivere, ecco che il pubblico riscopre la bellezza dello spettacolo magico ... E rivivono le emozioni che quei grandi illusionisti riuscivano a creare ... Cosi il pubblico, ormai avvilito ed esausto per il ripetersi di stucchevoli ed inconsistenti spettacoli televisivi, improvvisamente si rianima e si stupisce e si diverte ed applaude riconoscente I' Artista che lo affascina, che lo rende partecipe della sua prodigiosa abilità, che lo coinvolge nel gioco dell' illusione con voce suadente, con signorilità, con buon gusto ed originalità... Il pubblico applaude e si entusiasma di fronte all'Artista che, nulla trascurando di quanto la tecnica e l'evoluzione dello spettacolo moderno offrono (luci, musiche, coreografie, effetti speciali ... ), con la sua compagnia di dieci elementi, fra corpo di ballo ed assistenti, con l'accurata regia del figlio STEFANO, propone un programma piacevole e vario che nulla ha da invidiare ai celebrati show di LAS VEGAS. Un programma che spazia dalla manipolazione pura alle grandi illusioni, dal mentalismo al close-up, passando per tutti i generi della prestigiazione. Uno spettacolo ricchissimo, privo di tempi morti, che si sviluppa con un ritmo cosi incalzante e travolgente da far volare le due ore di stupore che superano i già cospicui "100 MINUTI DI IMPOSSIBILE" promessi dalla locandina. Tutto questo non è un sogno; è accaduto realmente! PIETRO GARINEI, nume del celebre TEATRO SISTINA, ha dichiarato: "in giro per il mondo li ho visti tutti, anche gli americani venuti in Italia, SII,VAN è il più grande!". E noi prestigiatori, amatori, dilettanti o professionisti, ne siamo felici. E siamo orgogliosi di avere questo grande Artista con noi. Un Artista che continua a stupirci, non soltanto in TV, ma anche in teatro. Onore dunque a SILVAN, un mito dei nostri giorni, che porta alta la fiaccola dell'Arte Magica Italiana.

Quanto valgono gli euro che nascondi in tasca? Te lo dice il mago Silvan
da "IL TEMPO" di Lunedì 31 Dicembre 2001
SARÀ forse perché il tema del magico e del soprannaturale in questi ultimi tempi è tornato in auge grazie anche al fenomeno letterario-cinematografico di Herry Potter ma questo spettacolo dal titolo «La grande Magia» che vede come protagonista il noto mago Silvan al teatro Ghione sembra essere in grado di affascinare un gran numero di persone. Si tratta di un vero e proprio excursus sulle arti magiche dai tempi degli antichi egizi fino ai giorni nostri. In una gradevole atmosfera fatta di luci colorate in stile Las Vegas, l'arte illusionistica di Silvan viene inframmezzata da gradevoli intermezzi coreografici e da divertenti gag che lo stesso Silvan intrattiene col pubblico e con i suoi collaboratori. Nelle due ore di spettacolo Silvan, infatti, si cimenta in numerosi giochi di prestigio (
«giochi opportunamente scelti perché adatti teatralmente parlando» come è lui stesso a confessare) aiutato da diversi effetti speciali e dalla sua ilarità (spesso non così evidente quando lo vediamo in Tv) che emerge soprattutto nei momenti in cui coinvolge il pubblico di cui indovina il quantitativo di monete possedute nel portafoglio, la meta preferita nel mondo, oltre all'immancabile scelta delle carte.
È sempre al pubblico che Silvan racconta di quando da bambino a 7 anni ha iniziato a cimentarsi come piccolo mago a Venezia, così come è con il pubblico che interagisce quando esibisce le celebri lavagne di Houdini. Insomma uno spettacolo in cui il coinvolgimento della platea è fondamentale e dove tutto, anche il già visto (come la donna tagliata a metà) viene riproposto con gusto ed estrema originalità.
Nel finale Silvan dopo essersi rivolto anche ai bambini mostrando loro il suo «libro magico» si esibisce da solo sul palco con le sole mani e le carte da gioco: è forse in questa performance che ci si rende conto di tutti gli anni di esperienza di quest'artista che con le carte da gioco in mano è in grado realmente di fare quello che vuole. Molto affiatata l'equipe dei suoi collaboratori (ballerine in testa) che lui chiama
«Gruppo magico» ben coordinati dalla regia di suo figlio Stefano.
«Dopo Silvan e il suo spettacolo molto garbato, appositamente scelto per queste festività natalizie - ha detto Ileana Ghione direttore artistico del Teatro - proseguiremo con la nostra programmazione cercando di andare avanti sempre con estremo gusto nonostante le difficoltà economiche di fare teatro oggi e il quasi inesistente sostegno delle Istituzioni». F. F.
a d

Conventions, teatri, spettacoli all'aperto

10 persone in scena. Service, luce, audio, tecnici, scenografie full included.a

E' l'espressione più avanzata di un
organismo magico attrezzato e moderno.

Cento minuti mozzafiato di stupore, meraviglia e divertimento.

Uno spettacolo unico, nuovo e sorprendente, che soddisfa le esigenze più rigorose di qualsiasi pubblico.

(da "l'Eco di Bergamo", autunno 2000) Teatro tenda a Solto Collina: più di 1000 spettatori paganti
(da "lAdige") TeatroMori, Mori (Trento): tutto esaurito

"Cento minuti di impossibile" ha fatto un bagno di folla in Piazza Gramsci, dove si sono assiepate oltre 5.000 persone, tutte "ipnotizzate" al più grande mago del mondo. Giochi di manipolazione e grande illusionismo, ma anche di escapologia (l'arte di evadere) hanno tenuto con il fiato sospeso tutto il pubblico che è rimasto a bocca aperta ed ha apprezzato con scroscianti applausi oltre due ore di spettacolo. (Mario Dutto, "La Nuova" - Torino)

"Soirée fantastique"
21 repliche, tutto esaurito
al Teatro "della Cometa" di Roma